
Il packaging serve, oltre che a proteggere fisicamente il prodotto e consentirne una agevole gestione e movimentazione, anche e soprattutto per supportare la vendita rendendo il prodotto più appealing e spingendo il consumatore all’acquisto.
Il packaging però non solo ha un impatto ambientale ed economico che va tenuto in considerazione ma può anche diventare controproducente per l’esperienza di fruizione del prodotto stesso, specie quando la stessa avviene con acquisto via ecommerce.
Wrap rage – La rabbia degli utenti
Gli oggetti comperati online o nei negozi del mondo fisico sono normalmente confenzionati in modo tale che prima di poterli usare è necessario scartarli, assemblarli, e gestire i materiali di scarto (imballaggio) che ne conseguono causando spesso disagio, a volte lievi ferite o vera e propria rabbia da parte degli acquirenti.
Amazon la definisce Wrap rage -rabbia da imballaggio- e ha lanciato nel Novembre 2008 un programma per venire incontro alle esigenze dei suoi clienti. In pratica, dopo aver registrato migliaia di feedback negativi circa le difficoltà causate dagli imballaggi utilizzati, Amazon ha cominciato a proporre ai propri fornitori un tipo diverso di imballaggio (Frustration Free Package), più sostenibile e meno impattante sull’esperienza di fruizione. Questo tipo di package è riciclabile e non comprende l’uso di plastica e cavi aggiuntivi come negli imballi tradizionali. E’ progettato per essere aperto senza forbici/coltelli pur assolvendo alla funzione di proteggere da urti, polvere, agenti esterni e, per quanto possibile, furti. Normalmente può essere utilizzato direttamente per il delivery senza ulteriori imballi.
E’ stato inoltre approntato il packaging feedback program per la segnalazione/gestione dei feedback che vengono di volta in volta condivisi con i fornitori.
Web Marketing e packaging
Qual è il senso dell’utilizzare packaging meno attraenti?
- a differenza del mondo fisico, sugli scaffali online il packaging non è necessario: il prodotto viene infatti di norma presentato direttamente senza bisogno di un imballo protettivo. Il package è poi necessario anche negli ambienti e-commerce al momento del delivery, che però accade in un momento successivo a quello della vendita e dunque la funzione di appeal/ supporto alla vendita è largamente ridimensionata anche se non eliminata del tutto dato che il prodotto acquistato online può essere restituito.
- si migliora la product esperience e se l’imballo è modificato in seguito ai feedback negativi, si viene incontro a precise esigenze espresse dai consumatori
- si fornisce un’esperienza meno impattante e più sostenibile, con i conseguenti vantaggi per il brand, la soddisfazione del cliente, la sostenibilità dell’intero sistem produttivo/distributivo.
In sintesi, non è affatto detto che il package pensato per gli scaffali del centro commerciale sia il più adeguato per la distribuzione Internet, e ripensare all’intero processo del packaging per l’online può essere un modo per avvicinare reciprocamente aziende e consumatori online, ciò che è l’essenza stessa del -se correttamente inteso- web marketing.
