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Digital Marketing, e-Commerce e società digitale. By Marcello del Bono

10 idee per l’Internet 2009

 10 idee per lInternet 2009

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Ecco dieci buoni propositi  per le aziende Internet (ma anche per le altre) -e le persone che ci lavorano- nel 2009: dieci concetti fondamentali per agire  nell’ambiente online nel 2009. Non sono tesi, non voglio dimostrare nulla, solo condividere brevemente un punto di vista. Non c’è nulla di rivoluzionario, ma, c’è bisogno di dirlo?  sono idee spesso non comprese e poco e male applicate.

Se leggendo ti sembra tutto scontato significa che hai la fortuna di lavorare in un’azienda illuminata e gestita da manager capaci e competenti. Se invece hai sperimentato direttamente la mancata applicazione dei concetti che descrivo di seguito, consolati, la maggior parte delle aziende -sì anche quelle che lavorano sull’online e sui nuovi media- deve ancora capire ed imparare ad applicare queste idee. E quindi significa che nel 2009 hai un sacco di spazio per migliorare.

  1. Quando ipotizzi una strategia, vendi un prodotto/servizio, sei presente in rete: ascolta prima di parlare.
  2. So di non sapere. Nell’era del cambiamento quello che sai è sempre inadeguato. Usalo per costruire nuova conoscenza invece che per ripetere meccanismi obsoleti. Ma prima assicurati di avere coperto i basics della tua disciplina.
  3. People, people, people. Più è veloce il cambiamento nel mondo intorno a te e nella tua arena competitiva, meno puoi contare su procedure rigidamente definite e più autonomia devi lasciare alle persone. Non dire alle persone che cosa devono fare ma chiarisci gli obiettivi da raggiungere e le responsabilità e lascia alle persone il compito di trovare il modo per raggiungere gli obiettivi. Fornisci loro gli strumenti necessari, e rispettale.
  4. Problem setting. La maggior parte dei fallimenti non deriva da soluzioni errate ma da soluzioni corrette ai problemi sbagliati. E questo spesso accade perché il problema reale preferiamo tenercelo nascosto.
  5. Yes men. Lo so che è più comodo avere chi ti dice sempre che hai ragione ma, benvenuto nella realtà, non è sempre vero ed è particolarmente pericoloso quando l’ecosistema intorno a te si muove sempre più velocemente.
  6. Tecnologia. La tecnologia è tua amica: può generare nuovi modi di fare le cose, nuoe cose da fare, nuove opportunità, nuove aree di business, nuovo vantaggio competitivo.
  7. Tecnologia. La tecnologia può farti perdere tempo, credibilità, posizione competitiva. In più se non gestisci un laboratorio di ricerca non è mai un obiettivo ma un mezzo a supporto degli obiettivi della tua azienda.
  8. Arrogance is always a sign of limited understanding, he who grasps the complexities of the world will know how fragile everything truly is. But unfortunately success does not necessarily equal with in depth understanding. Via friendfeed
  9. Puoi anche non interessarti o essere spaventato da Internet ma è probabile che invece la rete si interessi a te. Davvero non vuoi sapere che cosa si dice online dei tuoi prodotti/servizi? Davvero preferisci che siano solo gli altri -magari i competitor- a parlare della tua azienda online senza che tu partecipi alla conversazione? davvero non vuoi rispondere alle critiche? Agli elogi? Alle richieste di aiuto?
  10. Obiettivi. Confondere mezzi e obiettivi è il modo migliore per sbagliare strada. “Essere su Facebook” non è un obiettivo ma potenzialmente un mezzo che puoi usare per raggiungere il tuo obiettivo.
  11. (ma non erano 10?) Ci sono molti più modi di creare valore con i Social Media di quanto pensi.
  12. Tempus fugit. Appassionati, cerca di essere felice e di godere delle cose che fai.
  13. Ora che le aziende cominciano a prendere sul serio la rete, Internet fa lo stesso errore che ha sempre lamentato: tutti gli altri non capiscono niente, solo noi sappiamo come vanno le cose, etc. Togliti il paraocchi, il mondo esiste non solo dentro Internet ma anche fuori, a fianco, dietro e davanti. E’ così le competenze necessarie, il know how, la bellezza di fare cose nuove.
  14. Non è per nulla scontato  che il click through rate sia il modo milgiore di misurare la tua campagna di advertising online.

Buon 2009. 10 idee per lInternet 2009

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Ecco dieci buoni propositi  per le aziende Internet (ma anche per le altre) -e le persone che ci lavorano- nel 2009: dieci concetti fondamentali per agire  nell’ambiente online nel 2009. Non sono tesi, non voglio dimostrare nulla, solo condividere brevemente un punto di vista. Non c’è nulla di rivoluzionario, ma, c’è bisogno di dirlo?  sono idee spesso non comprese e poco e male applicate.

Se leggendo ti sembra tutto scontato significa che hai la fortuna di lavorare in un’azienda illuminata e gestita da manager capaci e competenti. Se invece hai sperimentato direttamente la mancata applicazione dei concetti che descrivo di seguito, consolati, la maggior parte delle aziende -sì anche quelle che lavorano sull’online e sui nuovi media- deve ancora capire ed imparare ad applicare queste idee. E quindi significa che nel 2009 hai un sacco di spazio per migliorare.

  1. Quando ipotizzi una strategia, vendi un prodotto/servizio, sei presente in rete: ascolta prima di parlare.
  2. So di non sapere. Nell’era del cambiamento quello che sai è sempre inadeguato. Usalo per costruire nuova conoscenza invece che per ripetere meccanismi obsoleti. Ma prima assicurati di avere coperto i basics della tua disciplina.
  3. People, people, people. Più è veloce il cambiamento nel mondo intorno a te e nella tua arena competitiva, meno puoi contare su procedure rigidamente definite e più autonomia devi lasciare alle persone. Non dire alle persone che cosa devono fare ma chiarisci gli obiettivi da raggiungere e le responsabilità e lascia alle persone il compito di trovare il modo per raggiungere gli obiettivi. Fornisci loro gli strumenti necessari, e rispettale.
  4. Problem setting. La maggior parte dei fallimenti non deriva da soluzioni errate ma da soluzioni corrette ai problemi sbagliati. E questo spesso accade perché il problema reale preferiamo tenercelo nascosto.
  5. Yes men. Lo so che è più comodo avere chi ti dice sempre che hai ragione ma, benvenuto nella realtà, non è sempre vero ed è particolarmente pericoloso quando l’ecosistema intorno a te si muove sempre più velocemente.
  6. Tecnologia. La tecnologia è tua amica: può generare nuovi modi di fare le cose, nuoe cose da fare, nuove opportunità, nuove aree di business, nuovo vantaggio competitivo.
  7. Tecnologia. La tecnologia può farti perdere tempo, credibilità, posizione competitiva. In più se non gestisci un laboratorio di ricerca non è mai un obiettivo ma un mezzo a supporto degli obiettivi della tua azienda.
  8. Arrogance is always a sign of limited understanding, he who grasps the complexities of the world will know how fragile everything truly is. But unfortunately success does not necessarily equal with in depth understanding. Via friendfeed
  9. Puoi anche non interessarti o essere spaventato da Internet ma è probabile che invece la rete si interessi a te. Davvero non vuoi sapere che cosa si dice online dei tuoi prodotti/servizi? Davvero preferisci che siano solo gli altri -magari i competitor- a parlare della tua azienda online senza che tu partecipi alla conversazione? davvero non vuoi rispondere alle critiche? Agli elogi? Alle richieste di aiuto?
  10. Obiettivi. Confondere mezzi e obiettivi è il modo migliore per sbagliare strada. “Essere su Facebook” non è un obiettivo ma potenzialmente un mezzo che puoi usare per raggiungere il tuo obiettivo.
  11. (ma non erano 10?) Ci sono molti più modi di creare valore con i Social Media di quanto pensi.
  12. Tempus fugit. Appassionati, cerca di essere felice e di godere delle cose che fai.
  13. Ora che le aziende cominciano a prendere sul serio la rete, Internet fa lo stesso errore che ha sempre lamentato: tutti gli altri non capiscono niente, solo noi sappiamo come vanno le cose, etc. Togliti il paraocchi, il mondo esiste non solo dentro Internet ma anche fuori, a fianco, dietro e davanti. E’ così le competenze necessarie, il know how, la bellezza di fare cose nuove.
  14. Non è per nulla scontato  che il click through rate sia il modo milgiore di misurare la tua campagna di advertising online.

Buon 2009.

Il ROI dei Social MediaIl ROI dei Social Media (e non)

If you are out to describe the truth,
leave elegance to the tailor
- A. Einstein -

Ad un corso che ho tenuto da poco sull’Online Advertising ho fatto riflettere gli studenti circa le sottigliezze della misurazione in Internet.  Portati socraticamente alla riflessione, i partecipanti si sono resi facilmente conto degli equivoci in cui loro stessi incorrono quando si tratta di misurare l’efficacia delle azioni online. Il corsista più internet-savy mi ha chiesto “com’è possibile che sia così frequente sbagliare la misurazione?” Ebbene non si tratta delle technicalities della rete e del mondo in cui le interazioni con i navigatori sono misurate. E nemmeno della compessità del performance measurement.

Si tratta di un errore di prospettiva, ben conosciuto a chi studia la realizzazione delle strategie aziendali: è l’errore che si compie quando si scambiano i mezzi utilizzati con gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Ad esempio in questo post si cita Conversation Agent (update:nei commenti Valeria Maltoni di Conversation Agent segnala un punto di vista diverso rispetto alla citazione del post qui riportata ) affermando che:

“determinare il ROI derivante dagli investimenti sui Social Media equivale a dare una valutazione quantitativa alle conversazioni e alle interazioni umane ed è quindi impossibile in forma diretta” e poi” Le aziende devono entrare nell’ottica che i Social Media non producono soldi in maniera diretta, ma il loro valore è rappresentato dalle relazioni e dai contenuti, quindi se un’azienda decide di investire soldi nei Social Media deve essere motivata a partecipare alla conversazione. Una campagna Social Media ha insomma successo se genera conversazioni di valore!”

Una campagna Social Media ha successo se genera conversazioni di valore? Non esattamente. Le conversazioni possono piuttosto essere il mezzo da usare per generare valore e dunque non è detto che sia sempre appropriato e necessario misurare le conversazioni e i comportamenti degli utenti per avere la migliore indicazione del successo dei progetti realizzati. Ad esempio, l’engagement è la metrica migliore se uso i social media per scoprire una nuova molecola o per accorciare i lead time?

Deve essere piuttosto ben chiaro quale sia l’obiettivo dell’azione sui social media e la misurazione del successo varierà in funzione dell’obiettivo stesso. Le azioni e gli obiettivi potenziali sono infatti innumerevoli e vanno ben oltre l’engagement o la brand awarness.

In questa presentazione di alcuni mesi fa spiego con esempi pratici come le aziende possono darsi obiettivi differenti e creare valore utilizzando i social media e rivisitando i propri obiettivi alla luce della catena del valore di Porter. Si tratta di un approccio mai utilizzato prima per la rete che coniuga quindi la declinazione social con un modello manageriale consolidato.

Essendo considerati nella presentazione diversi esempi, ognuno dei quali con differenti obiettivi. il sistema di misurazione da adottare non può che essere di volta in volta differente. Il principio di fondo per misurare correttamente il successo delle azioni delle aziende è quindi molto semplice, ma è necessario porsi nella giusta prospettiva: è il conseguimento degli obiettivi ad indicare il successo, non i mezzi che utilizziamo.

If you are out to describe the truth,
leave elegance to the tailor
- A. Einstein -

Ad un corso che ho tenuto da poco sull’Online Advertising ho fatto riflettere gli studenti circa le sottigliezze della misurazione in Internet.  Portati socraticamente alla riflessione, i partecipanti si sono resi facilmente conto degli equivoci in cui loro stessi incorrono quando si tratta di misurare l’efficacia delle azioni online. Il corsista più internet-savy mi ha chiesto “com’è possibile che sia così frequente sbagliare la misurazione?” Ebbene non si tratta delle technicalities della rete e del mondo in cui le interazioni con i navigatori sono misurate. E nemmeno della compessità del performance measurement.

Si tratta di un errore di prospettiva, ben conosciuto a chi studia la realizzazione delle strategie aziendali: è l’errore che si compie quando si scambiano i mezzi utilizzati con gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Ad esempio in questo post si cita Conversation Agent (update:nei commenti Valeria Maltoni di Conversation Agent segnala un punto di vista diverso rispetto alla citazione del post qui riportata ) affermando che:

“determinare il ROI derivante dagli investimenti sui Social Media equivale a dare una valutazione quantitativa alle conversazioni e alle interazioni umane ed è quindi impossibile in forma diretta” e poi” Le aziende devono entrare nell’ottica che i Social Media non producono soldi in maniera diretta, ma il loro valore è rappresentato dalle relazioni e dai contenuti, quindi se un’azienda decide di investire soldi nei Social Media deve essere motivata a partecipare alla conversazione. Una campagna Social Media ha insomma successo se genera conversazioni di valore!”

Una campagna Social Media ha successo se genera conversazioni di valore? Non esattamente. Le conversazioni possono piuttosto essere il mezzo da usare per generare valore e dunque non è detto che sia sempre appropriato e necessario misurare le conversazioni e i comportamenti degli utenti per avere la migliore indicazione del successo dei progetti realizzati. Ad esempio, l’engagement è la metrica migliore se uso i social media per scoprire una nuova molecola o per accorciare i lead time?

Deve essere piuttosto ben chiaro quale sia l’obiettivo dell’azione sui social media e la misurazione del successo varierà in funzione dell’obiettivo stesso. Le azioni e gli obiettivi potenziali sono infatti innumerevoli e vanno ben oltre l’engagement o la brand awarness.

In questa presentazione di alcuni mesi fa spiego con esempi pratici come le aziende possono darsi obiettivi differenti e creare valore utilizzando i social media e rivisitando i propri obiettivi alla luce della catena del valore di Porter. Si tratta di un approccio mai utilizzato prima per la rete che coniuga quindi la declinazione social con un modello manageriale consolidato.

Essendo considerati nella presentazione diversi esempi, ognuno dei quali con differenti obiettivi. il sistema di misurazione da adottare non può che essere di volta in volta differente. Il principio di fondo per misurare correttamente il successo delle azioni delle aziende è quindi molto semplice, ma è necessario porsi nella giusta prospettiva: è il conseguimento degli obiettivi ad indicare il successo, non i mezzi che utilizziamo.

Spesa pubblicitaria e recessione

 Spesa pubblicitaria e recessione

Il crollo di Lehman Brothers è già passato. E’ di ieri il fallimento di Washington Mutual, banca commerciale USA. Cosa succederà nelle prossime settimane sui mercati finanziari? E che ne sarà dei budget di marketing e comunicazione nel mondo post Lehman Brothers? E della rete, che dall’online advertising trae la propria linfa vitale?

Oggi è ancora difficile capire l’impatto dell’aggravata crisi dei mercati finanziari USA sull’economia mondiale e italiana e una variabile significativa sarà certamente il roll-out del pacchetto salva mercati, su cui stanno lavorando l’amministrazione Bush e i due candidati presidenziali .

Al momento possiamo però fare il punto rilevando che, coerentemente con la forte componente di ciclicità spesso evidenziata dal settore dell’ADV,  UPA-Utenti Pubblicità Associati ha aggiornato le proprie previsioni di crescita 2008 al ribasso con un un +0,5% nominale per l’intero comparto, significando così una decrescita reale al netto dell’inflazione:

- Totale stampa – 3.5%
- Televisione 1.4%
- Radio 4.2%
- Cinema – 6.3%
- Esterna 0.7%
- Internet ADV 26.3%
- Totale investimenti mezzi classici + 0.5%

Internet continua ad avere una crescita esplosiva ma è comunque evidente un rallentamento rispetto al 2007, anno in cui la pubblicità online è cresciuta di oltre il 40%

Considerazioni più qualitative sono emerse dall’Advertising Week Wsj Summit conclusosi la settimana passata. Le opinioni che hanno trovato maggior consenso sono state relative a:
•    E’ molto probabile  che vedremo un allungamento nei tempi medi di chiusura dei contratti
•    A livello mondiale sudamerica e asia sono state sino ad oggi meno impattate e contemporaneamente presentano i maggiori tassi di incremento. E’ probabile che la crescita mondiale sarà sostenuta da questi paesi, controbilanciando gli effetti negativi previsti sulle economie occidentali.
•    Packaged goods e alimentari  saranno i settori con i budget meno impattati
•    Crescerà l’attenzione al ROI da parte degli advertiser
•    Le Partnership più strette tra clienti e agenzie

Per il prossimo futuro non mancano quindi le sfide, le opportunità e le difficoltà. E allora non posso trattenermi dal ricordare l’antica maledizione cinese: “Che tu possa vivere tempi interessanti”.

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Pubblicità su Internet – settembre 2008

 Pubblicità su Internet   settembre 2008

I dati pubblicati ieri da Nielsen media research mostrano per l’advertising italiano  un complessivo +0,5% anno su anno per il periodo gen-lug 2008 con segno negativo (-3,8%) relativamente al solo mese di luglio. Largamente positivo il comparto abbigliamento (+10,7) e TLC (+4,9%) mentre è evidente la flessione di bevande/alcolici (-4,9%) e specialmente  Finanza/Assicurazioni (-7,2%). Situazione completamente diversa per l’advertising online. Internet cresce invece del 20% nei primi 7 mesi del 2008 anno su anno e registra nel solo luglio un +7,6%. Continua la moderata crescita della televisione +1,5%  e il calo della stampa. -3,4%.

Sono numeri che confermano la crescita double digit della pubblicità su Internet nel 2007 e  fanno il paio con il recente rapporto Confindustria e-content 2008 che  valuta la crescita della raccolta online per il 2007 pari a +47,5%  con un giro d’affari complessivo di 894,7 Milioni di euro e prevede un incremento altrettanto rilevante per il biennio 2008-2009 che porterà il valore della pubblicità su Internet ad oltrepassare la soglia di 1.500 Milioni di euro nel 2009.

Pubblicità online: i driver della crescita

La crescita della pubblicità sulle reti digitali si lega alla diffusione dei contenuti free ed in particolare dei contenuti generati dagli utenti, in inglese UCG-User Generated Content che stanno conoscendo un periodo di vero e proprio boom grazie a blog, community e social network. I driver fondamentali cha dovranno abilitare il forte sviluppo previsto sono:
* Diffusione del broadband e diffusione di reti di nuova generazione (NGN2) e ammodernamento delle linee esistenti, riducendo in larga parte la tratta in rame esistente
* Switch off delle trasmissioni TV  analogiche nel 2012 e creazione di isole digitali in aree rilevanti e appropriate (Lombardia e Lazio) nel periodo di transizione.
* Miglioramento della customer experience grazie al lancio sul mercato di nuovi device multimediali, varo di politiche di sostengo all’aggiornamento digitale

In uno scenario economico nazionale piuttosto cupo che conferma le performance del nostro paese nettamente al di sotto della media di eurolandia, l’online advertising brilla di luce propria come un bambino prodigio. E’ però importante non sedersi sugli allori e continuare a lavorare per migliorare  l’offerta ed educare la domanda, in Italia ancora un po’ in ritardo e lenta a recepire le opportunità della pubblicità su Internet.

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Blogfest is coming

contopbg Blogfest is coming

Infine arriva anche la Blogfest. Come avevo anticipato a luglio, da domani a Riva del Garda (TN) parte l’evento di tre giorni che toccherà i principali aspetti della galassia web x.0: blog, advertising,startup, media e new media, informazione e netizen journalism, gaming, arte, musica, social networks.

Per quanto ne so è la prima tre giorni – una sorta di iron man del web – dedicata alla rete che si tiene in Italia.  Mi piacerebbe molto fare tutti e tre i giorni ma dovrò accontentarmi della giornata di domenica 14 settembre 08, quando si tiene l’adv camp dedicato all’online advertising. Se ci sei, mi fa piacere conoscerti e salutarti, contattami. Come mi riconosci? La mia faccia la trovi qui.