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Quando parlo con persone incapaci di avere una visione ampia del business, delle cose che fanno, della vita, rimango sempre un po’ straniato.
Sono persone stupide? Niente affatto. A volte sono persone brillanti, preparate ed estremamente intelligenti. Qual è il limite allora? Il limite sta spesso nella loro bravura. Hanno sviluppato così in profondità il pensiero funzionale, la visione particolare, che qualsiasi punto di vista diverso per loro non vale nulla. Sono dei minatori, che sanno andare in profondità. Ma faticano a capire che anche fuori dalle loro miniere c’è tutto un mondo in cui si trovano cose utili e divertenti. Se gli chiedi un anello vanno, scavano e tornano con una pepita che ti mettono in mano. Per loro è la stessa cosa. Ma non per te.
Sono incapaci di dare un senso a visioni differenti proprio perchè la loro abilità, la loro esperienza, è profonda e solida. Questo è il tipo di persone che vorresti avere al tuo fianco quando affronti un problema difficile che loro conoscono. Lo risolvono alla perfezione. Come un robot. Ma di fronte a una situazione nuova sono dinosauri che sanno solo applicare modelli mentali sorpassati, o inadatti. Non tirano le fila. Scavano, anche se ciò che cercano sta sugli alberi. E sono certi di quello che fanno perché la loro esperienza li ha sempre rassicurati. Guidano in avanti felici di guardare nello specchietto retrovisore. Ma cosa succede alla prima curva?
Il problema è che più passa il tempo più il tuo business affronta sfide nuove. Negli anni ’50 del secolo passato non era così, e nemmeno nei ’60. C’era tutto il tempo di capire a fondo, analizzare il dettaglio, scrivere procedure. Ma poi il mondo ha cominciato ad accelerare. Oggi il business, i concorrenti, le arene competitive propongono sfide sempre nuove, con una rapidità un tempo impensabile. Curve, tornanti. Sentieri mai percorsi che bisogna decidere di seguire. O di abbandonare, che il libero arbitrio è facoltà dell’uomo.
Infilare la testa nella sabbia invece lo fan solo gli struzzi. O forse nemmeno più loro.
From DELBO, post Struzzi, visione e pensiero settoriale
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Mamma mia, quanta ragione hai! Mi è capitato proprio di recente di aver incontrato persone del genere. Fanno anche finta di interessarsi ad altro – al di fuori di ciò che conoscono bene – per poi dire con aria trionfante che non ne sono abbastanza convinti e tornano contenti dov’erano. Evviva…
Verissimo, è proprio così e spesso diventa molto difficile comunicare in queste situazioni.
se si corre è per raggiungere una meta ma quando si pensa di averla raggiunta un abbaglio e già la si è persa…è inutile inseseguire bisogna imparare a focalizzare e zoomare forse solo così si possono vedere anche le più vaghe e trasparenti vie di conoscenze nuove.
Certo, focalizzare in maniera analitica è importante e spesso anche indispensabile. Chi vorrebbe un commercialista che ti fa la dichiarazione dei redditi più o meno? Ma l’approccio analitico è tanto valido in alcune situazioni quanto dannoso in altre, in specie quando si tratta di comporre una visione ampia senza avere tutte le informazioni richieste.