Social commerce meetup milano jul2010
I primi mesi del 2010 hanno visto l’ingresso di nuovi competitor e l’emersione di nuovi segmenti nel social commerce, un business innovativo, in rapida crescita ma ancora poco definito nella letteratura di (web) marketing.
In particolare non si trova online, al momento in cui scrivo, un inquadramento strategico del settore -specie per il mercato italiano- con i suoi protagonisti e i relativi posizionamenti e opportunità. Ecco quindi una breve analisi introduttiva per focalizzare il settore e le dinamiche in atto nel nostro paese.
Social Commerce, una prima definizione
Mutuando da wikipedia, possiamo definire il social commerce come un subset dell’e-commerce caratterizzato funzionalmente dall’utilizzo dei social media per la vendita online di prodotti/servizi. Uno dei primi esempi ante-litteram in questo senso è Amazon, che fin dagli esordi nel 1995 con il suo recommendation engine ha utilizzato storia degli acquisti dei consumatori, recensioni e ranking UGC nella costruzione di offerte mirate e personalizzate per i frequentatori dei suoi siti. Amazon, pur non ancora formalmente presente in Italia (ma già entro l’anno potrebbe aprire la società italiana) rappresenta già una quota importante delle vendite e-commerce italiane. Si inizia però a parlare concretamente di social commerce solo nei primi anni del 2000 con l’avvento dei social media e dei club d’acquisto online.
Il mercato e i principali segmenti
Il mercato può essere definito da quattro segmenti principali:
- club d’acquisto online
- social coupon
- e-tailer tradizionali
- facebook shops
I club d’acquisto online sono le prime aziende per cui si è iniziato a parlare di social commerce. In Italia i player principali sono Privalia, Saldi Privati, BuyVip oltre a vente privee che però, pur vendendo in Italia, non mi risulta avere una sede/società nel nostro paese. Sono outlet virtuali che consentono l’accesso a prodotti di marche anche prestigiose con prezzi fortemente scontati. I club d’acquisto sono al momento focalizzati principalmente su prodotti moda, design e solo marginalmente su servizi di entertainment. Vicino al concetto di club d’acquisto è quello di lista dei desideri online, dove la componente social consiste nel ribaltamento della proposizione d’offerta: l’utente mette online la lista di prodotti che gli interessano e amici e parenti la utilizzano come selezione d’acquisto.
Il segmento dei social coupon è attivo in Italia da pochi mesi: i principali concorrenti sono al momento Citydeal, Groupalia, Tuangon, Glamoo, Poinx, kgbdeals . I player di questo segmento vendono coupon promozionali per l’acquisto scontato di servizi in ambito lifestyle e benessere come abbonamenti a palestre, sconti per cene/aperitivi, trattamenti corpo/massaggi.
Alcuni e-tailer tradizionali, come Amazon, hanno da subito compreso l’opportunità offerta dall’utilizzo dei contenuti generati dagli utenti e l’hanno abilmente sfruttata nella generazione di offerte il più interessanti possibili. Anche eBay e altri player attivi sull’ecommerce tradizionale hanno seguito quest’approccio. Facebook rende disponibili alcune feature come ad esempio il recente like it, che ben si prestano ad essere utilizzate anche su piattaforme ecommerce tradizionali, rinforzandone l’attitudine social come ha recentemente fatto ad esempio Levis.
Infine Facebook. Oltre alle social features cui si è già accennato, like it, share it, follow, facebook Connect, FB mette a disposizione una vera e propria piattforma e-commerce (tramite diverse app quali ad esempio wishpot) in cui il contesto stesso, quello di Facebook, è Social per definizione. Tra le aziende italiane che hanno aperto uno shop su facebook conosco al momento solo Volagratis. EDIT su segnalazione di Fabio De Bernardi – Director of Biz Dev Europe at Wishpot – ecco altri due store italiani realizzati su facebook:
In una situazione di mercato estremamente fluida, il valore complessivo e destinato a crescere rapidamente dei segmenti considerati può essere stimato intorno al 3-5% del valore ecommerce italia (= circa 1/200 Milioni). La stima è estremamente aleatoria e dipende fortemente dal numero di aziende che si decide di includere nel segmento e-tailer/e-commerce tradizionale.
Il posizionamento
Il posizionamento dei competitor attuali può essere inquadrato per i fini di quest’analisi lungo due direttirici: la vendita di prodotti o servizi e l’ampiezza del focus social che condizionano fortemente le competenze chiave, i profili ideali del management, etc.. Il focus sulla vendita di prodotti piuttosto che servizi ad esempio richiede una struttura manageriale e operativa più complessa, con forte attenzione alla logistica nel caso della vendita prodotti,mentre maggior focus sul new business è richiesto per la vendita servizi, etc.
Il grado di utilizzo delle caratteristiche social (alto/basso) fa la differenza in termini di set up del customer care, comunicazione, generazione del word of mouth, etc.
Opportunità e minacce
Acquirenti, merchant e social etailers si trovano di fronte a opportunità e minacce:
Acquirenti
- opportunità: accesso ad articoli/servizi di qualità a prezzi scontati
- possibili criticità: la qualità del prodotto/servizio potrebbe non essere coerente con le aspettative
- cosa fare: controllare la presenza dell’etailer sui principali canali social, leggere i feedback positivi e quelli negativi, verificare la reazione dell’etailer alle critiche e ai commenti. Cominciare con acquisti di valore limitato.
Merchants
- opportunità: accesso a un’audience ben propoensa all’acquisto online sfruttando la conoscenza e la fiducia riposta dagli acquirenti nell’etailer di riferimento. Possibile canale di smaltimento dei riassortimenti. Integrazione online/offline.
- possibili criticità: condizioni di partnership più restrittive di quanto concordato informalmente, audience di qualità non coerente con le aspettative
- cosa fare: cominciare con campagne di test, selezionare attentamente l’etailer(s) da utilizzare, sia in base al posizionamento che in base alla comunicazione social e non social adottata dall’etailer. Leggere attentamente e assicurarsi di aver compreso le condizioni proposte nell’agreement.
e-tailers
- opportunità: accesso a un mercato innovativo in fase di rapida crescita.
- possibili criticità: competizione in rapido aumento, differneziazione sempre più difficile, scarsa qualità del sistema postale italiano
- cosa fare: investire in comunicazione e qualità delle relazioni con i clienti e con i merchant, possibili partnership con portali di price comparisons e simili
Il futuro del social commerce
L’ecommerce -come l’intero mondo digital del resto- è destinato a diventare “nativamente” social, è verosimile che entro 5 anni tutte le principali piattaforme ecommerce faranno un utilizzo intensivo di funzionalità social nella gestione, comunicazione, proposizione delle proprie offerte, tanto che social commerce ed e-commerce finiranno per designare la stessa area di mercato. Gli attuali segmenti del social coupon sconteranno probabilmente il maggior aumento della pressione competitiva, stante le basse barriere all’ingresso e la redditività del modello di business poco capital intensive.

Fabio De Bernardi says:
Marcello, bella analisi e soprattutto sono felice di vedere che qualcuno si interessa al social commerce in Italia… oltre a me
Amazon in realtà è un caso strano di social commerce a mio modo di vedere perchè, se è fuori dubbio che le loro product recommendations hanno fatto e continuino a fare scuola, con la mole di dati di cui sono in possesso io mi sarei aspettato qualcosa di più sul fronte del loro utilizzo in chiave “social”. Ma forse è meglio così di modo che possano fiorire altre società senza che un solo player catalizzi attenzione e utenti (anche se poi le migliori storie di successo vedono Golia sconfiggere il Davide di turno…)
Detto ciò – e con un doveroso disclaimer dato che lavoro per Wishpot, citata nel post – credo che una delle nuove terre di conquista siano proprio gli shop su Facebook o, più in generale, le opportunità di fare engagement in modo innovativo con il proprio target direttamente nei posti in cui essi spendono la maggior parte del tempo online. E per innovativo intendo sia utilizzare un nuovo canale per generare vendite ma anche e soprattutto utilizzare i prodotti stessi dell’azienda, brand o retailer online, per creare una conversazione duratura che generi brand advocates “spontanei”, nuovi followers su Facebook e Twitter, maggiori visite sul proprio sito di e-commerce, ecc.
Chiudo con una piccola indicazione di altri 2 shops realizzati da Wishpot successivamente a Volagratis (nostra prima implementazione in Italia, nonchè splendide persone con cui lavorare)…
Ferrari Store: http://www.facebook.com/Ferrari?v=app_2456371452
Guess: http://www.facebook.com/Guess.eu?v=app_2456371452
Marcello del Bono says:
Ciao Fabio, pienamente d’accordo sull’engagement e sui Facebook shops. Anche Amazon è sicuramente un antesignano del social, poi si è fermata a un po’ a metà del guado . Complimenti per Ferrari e Guess
Pingback/Trackback
Mashable meetup Milano | DELBO
Stefano says:
Ciao Marcello, sono in fase beta di questo nuovo progetto social e-commerce, che ne pensi?
lo trovi qui:
http://www.cosadesideri.com
ciao Stefano
Marcello del Bono says:
E’ un momento in cui il social commerce continua a crescere- Lo scenario diventa più competitivo ma ci sono ancora spazi per entrare