If you are out to describe the truth,
leave elegance to the tailor
- A. Einstein -
Ad un corso che ho tenuto da poco sull’Online Advertising ho fatto riflettere gli studenti circa le sottigliezze della misurazione in Internet. Portati socraticamente alla riflessione, i partecipanti si sono resi facilmente conto degli equivoci in cui loro stessi incorrono quando si tratta di misurare l’efficacia delle azioni online. Il corsista più internet-savy mi ha chiesto “com’è possibile che sia così frequente sbagliare la misurazione?” Ebbene non si tratta delle technicalities della rete e del mondo in cui le interazioni con i navigatori sono misurate. E nemmeno della compessità del performance measurement.
Si tratta di un errore di prospettiva, ben conosciuto a chi studia la realizzazione delle strategie aziendali: è l’errore che si compie quando si scambiano i mezzi utilizzati con gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Ad esempio in questo post si cita Conversation Agent (update:nei commenti Valeria Maltoni di Conversation Agent segnala un punto di vista diverso rispetto alla citazione del post qui riportata ) affermando che:
“determinare il ROI derivante dagli investimenti sui Social Media equivale a dare una valutazione quantitativa alle conversazioni e alle interazioni umane ed è quindi impossibile in forma diretta” e poi” Le aziende devono entrare nell’ottica che i Social Media non producono soldi in maniera diretta, ma il loro valore è rappresentato dalle relazioni e dai contenuti, quindi se un’azienda decide di investire soldi nei Social Media deve essere motivata a partecipare alla conversazione. Una campagna Social Media ha insomma successo se genera conversazioni di valore!”
Una campagna Social Media ha successo se genera conversazioni di valore? Non esattamente. Le conversazioni possono piuttosto essere il mezzo da usare per generare valore e dunque non è detto che sia sempre appropriato e necessario misurare le conversazioni e i comportamenti degli utenti per avere la migliore indicazione del successo dei progetti realizzati. Ad esempio, l’engagement è la metrica migliore se uso i social media per scoprire una nuova molecola o per accorciare i lead time?
Deve essere piuttosto ben chiaro quale sia l’obiettivo dell’azione sui social media e la misurazione del successo varierà in funzione dell’obiettivo stesso. Le azioni e gli obiettivi potenziali sono infatti innumerevoli e vanno ben oltre l’engagement o la brand awarness.
In questa presentazione di alcuni mesi fa spiego con esempi pratici come le aziende possono darsi obiettivi differenti e creare valore utilizzando i social media e rivisitando i propri obiettivi alla luce della catena del valore di Porter. Si tratta di un approccio mai utilizzato prima per la rete che coniuga quindi la declinazione social con un modello manageriale consolidato.
Essendo considerati nella presentazione diversi esempi, ognuno dei quali con differenti obiettivi. il sistema di misurazione da adottare non può che essere di volta in volta differente. Il principio di fondo per misurare correttamente il successo delle azioni delle aziende è quindi molto semplice, ma è necessario porsi nella giusta prospettiva: è il conseguimento degli obiettivi ad indicare il successo, non i mezzi che utilizziamo.
If you are out to describe the truth,
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- A. Einstein -
Ad un corso che ho tenuto da poco sull’Online Advertising ho fatto riflettere gli studenti circa le sottigliezze della misurazione in Internet. Portati socraticamente alla riflessione, i partecipanti si sono resi facilmente conto degli equivoci in cui loro stessi incorrono quando si tratta di misurare l’efficacia delle azioni online. Il corsista più internet-savy mi ha chiesto “com’è possibile che sia così frequente sbagliare la misurazione?” Ebbene non si tratta delle technicalities della rete e del mondo in cui le interazioni con i navigatori sono misurate. E nemmeno della compessità del performance measurement.
Si tratta di un errore di prospettiva, ben conosciuto a chi studia la realizzazione delle strategie aziendali: è l’errore che si compie quando si scambiano i mezzi utilizzati con gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Ad esempio in questo post si cita Conversation Agent (update:nei commenti Valeria Maltoni di Conversation Agent segnala un punto di vista diverso rispetto alla citazione del post qui riportata ) affermando che:
“determinare il ROI derivante dagli investimenti sui Social Media equivale a dare una valutazione quantitativa alle conversazioni e alle interazioni umane ed è quindi impossibile in forma diretta” e poi” Le aziende devono entrare nell’ottica che i Social Media non producono soldi in maniera diretta, ma il loro valore è rappresentato dalle relazioni e dai contenuti, quindi se un’azienda decide di investire soldi nei Social Media deve essere motivata a partecipare alla conversazione. Una campagna Social Media ha insomma successo se genera conversazioni di valore!”
Una campagna Social Media ha successo se genera conversazioni di valore? Non esattamente. Le conversazioni possono piuttosto essere il mezzo da usare per generare valore e dunque non è detto che sia sempre appropriato e necessario misurare le conversazioni e i comportamenti degli utenti per avere la migliore indicazione del successo dei progetti realizzati. Ad esempio, l’engagement è la metrica migliore se uso i social media per scoprire una nuova molecola o per accorciare i lead time?
Deve essere piuttosto ben chiaro quale sia l’obiettivo dell’azione sui social media e la misurazione del successo varierà in funzione dell’obiettivo stesso. Le azioni e gli obiettivi potenziali sono infatti innumerevoli e vanno ben oltre l’engagement o la brand awarness.
In questa presentazione di alcuni mesi fa spiego con esempi pratici come le aziende possono darsi obiettivi differenti e creare valore utilizzando i social media e rivisitando i propri obiettivi alla luce della catena del valore di Porter. Si tratta di un approccio mai utilizzato prima per la rete che coniuga quindi la declinazione social con un modello manageriale consolidato.
Essendo considerati nella presentazione diversi esempi, ognuno dei quali con differenti obiettivi. il sistema di misurazione da adottare non può che essere di volta in volta differente. Il principio di fondo per misurare correttamente il successo delle azioni delle aziende è quindi molto semplice, ma è necessario porsi nella giusta prospettiva: è il conseguimento degli obiettivi ad indicare il successo, non i mezzi che utilizziamo.
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Una citazione di una citazione in traduzione, ma bravo. Mi piacerebbe sapere anche di che post si tratti per potere partecipare alla conversazione in maniera diretta. E’ possibile?
Social media sono strumenti, ma sono anche dinamiche totalmente diverse. Il marketing rimane marketing. Il valore dipende da chi lo riceve, se lo ritiene tale
Ciao Valeria, la fonte è linkata già nel post ed è questa: http://blog.edelman.it/2008/11/le-conversazioni-il-valore-aggiunto-dei-social-media-in-azienda.html in particolare dove dice: “e dalle riflessioni di Marshall Sponder e Valeria Maltoni: determinare il ROI derivante dagli investimenti sui Social Media equivale a dare una valutazione quantitativa alle conversazioni e alle interazioni umane ed è quindi impossibile in forma diretta.”
Si’, quella l’ho vista, ma non c’e’ il link al mio post specifico, solo al mio blog. Ho parlato spesso di ROI e di solito in maniera intelligente.
E’ vero, seguo conversation agent e posso confermare quanto dici. Se vuoi segnalare qualche post specifico lo puoi fare, sei totalmente in tema.
ciao lavoro per volagratis.it, ho gradito il tuo apprezzamento per la nostra iniziativa social su facebook in giro per i blog e sono risalito al tuo blog personale. In effetti la nostra iniziativa un piccolo ROI l’ha avuto, perchè di fatto diverse persone hanno usufruito del buono sconto messo in palio come premio del concorso. quindi noi al numeratore del ROI siamo almeno riusciti a mettere qualcosa!
la parte difficile è riempire la casella del denominatore: come in tutte le nostre iniziative social, il costo monetario è stato minimo. l’investimento in termini di ore lavoro invece è stato più rilevante..
Il valore della pubblicità | DELBONO // Jan 9, 2009 at 8:57 pm
[...] britney spears. Non torno quindi sul tema ma invito alla lettura delle considerazioni fatte sul ROI dei social media, che si applicano anche all’ADV online. Una ricerca originale e interessante [...]
vero, i benefici sono sempre difficili da quantificare. Per questo è fondamentale definire correttamente ed esplicitamente gli obiettivi dei programmi.
Pubblicità Internet – il Brief | DELBO // Dec 8, 2009 at 7:45 pm
[...] essere i più variegati: brand awarness, message association, action/purchase intent,etc. Una misura sensata del successo (ROI) della campagna è legata indissolubilmente all’obiettivo della comunicazione: in caso contrario anche i numeri più dettagliati sono furovianti e portano a [...]
Online adv – How to brief | DELBO // Jul 30, 2010 at 2:23 pm
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