
In questi giorni sto lavorando alla strategia di internazionalizzazione di un portale italiano dell’online entertainment etico con milioni di utenti in diversi paesi, dall’antartico al nord europa, passando per il sudamerica, l’africa e il medio oriente. E senza dimenticarsi delle isole tonga. Devo dire che, per una volta, lavorare per una società italiana che fa business online in tutto il mondo è una soddisfazione.
Nello sviluppo della strategia ho valutato la situazione di mercato in diversi paesi, tra cui ovviamente l’Italia. Tra i dati presi in considerazione quello proposto da IAB Europe che stima la pubblicità online nel 2007 pari al 6,7% – circa 700 milioni di euro – dell’ADV complessivo sulla base delle rilevazioni IAB Italia. Ho poi provato a triangolare il dato su altre rilevazioni, senza però riuscire a confermarlo. Infatti la seconda fonte di riferimento, Nielsen Media, stima l’online ADV essere meno della metà, e cioè il 3% del mercato pubblicitario. Un’ulteriore verifica fatta con il primo forecast trimestrale Zenith Optimedia del 2008 conferma sostanzialmente la stima Nielsen. Infine Datamonitor – ma il dato è riferito al 2006 – è ancora più restrittiva, valutando il peso di dell’Internet ADV nettamente al di sotto del 2% della torta pubblicitaria. Ad aumentare la confusione sulle dimensioni del mercato, è di oggi la notizia del nuovo rapporto UPA che stimerebbe l’Internet ADV al 5,3% della torta pubblicitaria complessiva per il 2007 con previsione di raggiungere il 6,3% nel 2008.
Purtroppo le difficoltà del business planning sono anche queste, quello che auspicherei è maggiore trasparenza circa le metodologie e i perimetri adottati nel portare avanti ricerche che sono comunque di grande utilità agli operatori del business online e , ricordiamolo, sono gratuite per gli utilizzatori (almeno nel caso UPA e IAB) ma costano tempo e fatica a chi le pubblica.
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