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La comunicazione in italia

September 4th, 2008 by Marcello del Bono · No Comments · Società digitale

 La comunicazione in italia

Il VII rapporto sulla comunicazione Censis/Ucsi

A volte abbiamo la sensazione che la rete sia diventata totalmente pervasiva nella vita e nella dieta mediatica degli italiani. Oppure ci lamentiamo dell’arretratezza del nostro paese, del digital divide, della miopia di chi dovrebbe favorire lo sviluppo della comunicazione. Ma come stanno realmente le cose? Possiamo fare un reality check grazie al 7° rapporto sulla comunicazione Censis/Ucsi.

Dieta mediatica

Il consumo mediatico è enormente cambiato e sta ancora cambiando, con il 46% di italiani che presenta un profilo sofisticato e multimediale. Portatori del cambiamento sono principalmente le giovani generazioni tra i 14 e i 29 anni, i digital natives. L’utilizzo abituale (>3 volte a settimana) della rete per le giovani generazioni è cresciuto dal 39,8 al 73,8%  tra il 2003 e il 2007 e l’uso complessivo (>1 volta a settimana) passa dal 61% al 83%. Per tre quarti dei giovani italiani internet è un’abitudine quotidiana. Ma non è solo internet a crescere, quanto piuttosto il consumo mediatico complessivo. Alla flessione della televisione generalista fa da contrappunto la crescita del satellitare e del digitale terrestre oltre alla ancora timida presenza dell’IP television.  Il 97,2% della popolazione giovanile utilizza il cellulare, nonostante le elevate tariffe dati rappresentino ancora un freno allo sviluppo del mobile nel contesto dei nuovi media. Stupisce poi che tra i giovani il 62,1% legge almeno tre libri l’anno e il 57,8%  legge almeno tre volte la settimana un quotidiano.

Un caso particolare è quello della radio. Il consumo abituale è in aumento dal 72,2% al 76,2% , ma si registra un calo evidente dal 73,5% al 62% nella fascia 14-18. Il fenomeno sembra dovuto a una certa cannibalizzazione da parte di altri canali. L’offerta di contenuti musicali è infatti sempre più ampia, con MTV e gli mp3 che sono ora affiancati da podcast, reti a larga banda che facilitano il download, telefoni e lettori mp3 che sono anche radio. E’ un esempio del nomadismo e del disincanto che caratterizza il consumo giovanile, con l’abitudine a passare da un media all’altro senza badare alla tecnologia utilizzata.

Secondo il rapporto dunque, negli ultimi 4 anni la crescita di internet ha trascinato i consumi mediali digitali, aumentando l’utilizzo dei media, modificando la composizione della dieta mediatica e contribuendo a rendere più sfumati i confini tra i diversi media.

I Media in Italia e Europa

Interessante infine segnalare che, nel valutare la dieta mediatica e quella europea è possibile individuare due modelli di consumo, nordico e mediterraneo.

Nel modello nordico si evidenzia un utilizzo strumentale di molti media, con attaccamento emotivo a soli pochi media. Al contrario nel modello mediterraneo il numero di canali utilizzati è minore ma con un interesse distribuito in maniera più bilanciata. Così i giovani tedeschi utilizzano soprattutto la televisione (52,6%) e internet (48,7) e il terzo media, i libri, è staccato di circa 20 punti percentuali. Situazione molto simile in UK. In francia la televisione è al p’rimo posto ma con valori decisamente più bassi (42,1%) e subito seguita molto da vicino da da internet(36,9%), dai libri (30,5%) e anche la radio (20,2%). Situazione analogs in spagna ma con internet in vantaggio sulla tv. Anche in italia l’uso è ripartito tra vari media, ma la televisione, tra i giovani – è al livello euorpeo più basso (31,9%)

Cosa significa

I comportamenti giovanili anticipano e consolidano le tendenze attuali e future. Secondo il Censis I giovani italiani si distinguono per maturità – il che fa ben sperare – con la maggiore preferenza accordata alla rete e minor peso relativo alla televisione, generalista e non rispetto agli omologhi europei,

Si stanno moltiplicando i linguaggi ed i canali della comunicazione, e fare il comunicatore diventa un mestiere sempre più complesso. Al tempo stesso si moltiplicano le opportunità di ascolto, di comunicazione, conversazione e di misurazione  per le audience e per il marketing, e si aprono spazi nuovi nei social media, nell’internet PR, nell’advertising online.

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