Due considerazioni laterali sul valore della pubblicità.
1) La pubblicità in televisione è fastidiosa e allontana le persone dal mezzo. Ma è proprio vero? O perlomeno, quanto è vero? E’ ancora presto per trarre delle conclusioni ma la prima settimana di televisione ad-free in Francia non mostra variazioni significative nell’audience: “L’audience delle reti pubbliche France 2 e France 3 non ha subito variazioni, malgrado l’anticipo alle 20.35 (anziche’ le 20.50) dei programmi della serata, e gli spettatori di TF1, la principale rete privata, non sono migrati verso le reti pubbliche durante il lungo intermezzo pubblicitario che segue il tg delle 20 e va avanti fino alle 20.50″
2) Del ROI della pubblicità online si è parlato in rete più che dell’abilità canora di britney spears. Non torno quindi sul tema ma invito alla lettura delle considerazioni fatte sul ROI dei social media, che si applicano anche all’ADV online. Una ricerca originale e interessante è però quella recente di Comscore segnalata da Luxurysector blog: “display advertising significantly lifts online search activity. Consumers that were exposed to display advertising were more likely to search for brand terms and segment terms, than unexposed consumers.” L’effetto collaterale – non misurato dalla conta delle impression e dai click through rate- dell’esposizione online a un brand aumenta -di molto- il traffico organico verso il sito del brand. Di quanto esattamente? In media del 155%. Ecco i dati segmentati per industry:
Display Advertising %Lift on Online Search Activity
Automotive 144%
CPG 22%
Health 260%
News & Media 144%
Personal Finance 206%
Property & Real Estate 125%
Retail 69%
Travel & Tourism 274%
Average Lift 155%
From DELBO, post Il valore della pubblicità
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