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How-to: Google, i link e la performance del tuo sito

December 28th, 2009 by Marcello del Bono · No Comments · Società digitale

Approfitto della tranquillità post natalizia per un breve recap dei fattori che determinano il pagerank google di una pagina.

I link e il pagerank.

Anzitutto cos’è il Pagerank? Il PageRank è la misura dell‘importanza di una pagina in base ai link in arrivo da altre pagine ed è uno degli oltre 200 fattori usati da google per determinare l’ordine dei risultati di ricerca. Una formula semplificata per il calcolo del pagerank è la seguente:
PR[A] = (1-d)+d[Sommatoria(per k da 1 a n) di PR(Pk)/C(Pk) ],  Con

  • PR[A] è il valore di PageRank da calcolare per la pagina A .
  • n è il numero di pagine che linkano  A e (Pk) rappresenta ognuna di tali pagine.
  • PR(Pk) è il valore di PageRank di ogni pagina (Pk).
  • C(Pk) è il numero complessivo di link contenuti nella pagina che offre il link.
  • D è il damping factor,  un parametro (originariamente fissato a 0,85) che Google utilizza per decidere la percentuale di PageRank che deve passare da una pagina all’altra

Da questa formula si vede che all’aumentare -ceteris paribus- del numero di link che puntano ad A il PageRank aumenta. Google infatti interpreta un link dalla pagina A alla pagina B come un voto dalla pagina A per la pagina B.Il PageRank considera l’importanza di una pagina dal numero di voti ricevuti ed inoltre dall’importanza di ogni pagina che esprime un voto. E’ importante però che link in entrata (e in uscita) da un sito web siano di qualità, altrimenti il pagerank potrà essere penalizzato. I link interni sono egualmente importanti: arricchiscono la user experience e aiutano i motori di ricerca a trovare nuove pagine. E’ bene usare il  nofollow sulle aree più critiche -es. commenti in un blog-  dove c’è minor controllo sui contenuti.

Schemi di link, link a pagamento  e linkspam

E’ bene tener presente che  schemi di link costruiti appositamente per manipolare il pagerank rischiano di diventare un’arma a doppio taglio: se il motore interpreta lo schema come un tentativo di manipolazione potrà penalizzare i contenuti linkati, tanto più se la qualità dei link è bassa.

Non tutti i link a pagamento però vìolano le linee guida di google e dei motori. Per l’acqusito e la vendita di  link a scopi pubblicitari ad esempio è possibile utilizzare uno dei metodi seguenti:

  • Aggiungere un attributo rel=”nofollow” a questi link
  • Reindirizzare i link a una pagina intermedia, il cui accesso è bloccato ai motori di ricerca mediante un file robots.txt

E’ bene infine mettere in atto tutti i controlli possibili per evitare che il proprio sito venga violato e utilizzato come fonte di link a nostra insaputa. Qui è disponibile una miniguida google per la gestione dei malware server-side.

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