
Friendfeed ci piace, e molto lo ammettiamo. In Italia è ancora poco usato ma la mia sensazione è che stia lentamente prendendo piede. Ma cos’è e a cosa serve friendfeed?
Friendfeed, che problema risolve?
Perché friendfeed è così interessante? Come brillantemente riassunto da locilemeur negli anni la nostra identità digitale si è andata polverizzando in una serie sempre più lunga di servizi social: flickr, twitter, blogs, etc.
1) Il primo asso di friendfeed sta nella capacità di ricomporre questa frammentazione e di mostrare la nostra identitità completa, ricomposta in un Io centralizzato (centralized me) indipendente dai servizi utilizzati. L’idea è che se sono interessato a ciò che dice Robert Scoble c’è una buona probabilità che io lo sia indipendentemente dal servizio da lui utilizzato.
2) Per quanto riguarda le funzionalità, oltre a quelle più note ci sono le stanze e la gestione dell’amico immaginario. Friendfeed pubblica poi un’API che viene già utilizzata da terze parti per lo sviluppo di interesssanti applicazioni, un po’ come è successo con twitter.
3) In FF non esistono meccanismi che premiano il numero di connessioni attive/passive di un utente come accade su altre piattaforme (eccetto per il fatto, non da poco, che più sono le connessioni e più grande è la tua audience, naturalmente). Così sono eliminati alla radice i problemi di accaparramento di contatti che generano SPAM e che inficiano la qualità del network e delle conversazioni che vi si svolgono
4) Infine è proprio il successo di twitter l’ultima carta a favore di friendfeed. Anche in Italia twitter è diventato sempre più popolare e addirittura indispensabile nella giornata tipo di molti digerati, nativi o immigrati digitali. Ma a fronte di tale successo di twitter nell’interpretare il concept del microblogging, non ha corrisposto una adeguata capacità operativa. L’infrastruttura è stata, ed è tuttora, criticata per i frequenti downtime ed i tagli ai servizi aggiuntivi (es. la gestione dei reply) che hanno generato pericolosi malumori. Utenti twitter con grande seguito hanno quindi cercato – stanno cercando – di portare il proprio network su altre piattaforme, tra cui sta emergendo friendfeed.
Le migrazioni di massa sono però avvenute solo in parte. L’utilizzo di friendfeed infatti non è così immediato, sia per il concept innovativo, sia per la moltiplicazione del livello di noise nelle conversazioni che seguiamo.

Alertthingy un’interfaccia diversa
A questo proposito esistono servizi di terze parti che forniscono interfacce differenti. Un’ alternativa che sto provando in questi giorni è Alertthingy http://www.alertthingy.com/ . L’interfaccia è desktop based, vagamente simile a quella di Twitterfox (posizione in basso a destra, alert) e mi sembra, piuttosto intuitiva.
UPDATE: dopo qualche giorno di prova ho deciso che alertthingy non mi piace e l’ho disinstallato.
La mia impressione è che friendfeed, con la sua ricomposizione della nostra identità digitale e le API pubbliche emergerà come piattaforma centrrale nel social web dei prossimi mesi/anni. Nel frattempo provalo, non te ne pentirai.

naima says:
Sono molto d’accordo con il fatto che FriendFeed risponde all’esigenza di ri-aggregare i profili personali sparsi tra i vari network.
Però non sono convinta della capacità di Friendfeed di sostituire un “Twitter funzionante”.
mdelbono says:
E’ vero, twitter ha creato in poco tempo una fedeltà fortissima, ma si sta un po’ dando la zappa sui piedi a furia di fail whales. Credo anch’io che se twitter funzionasse la coesistenza tra i due servizi sarebbe abbastanza scontata almeno nel breve periodo. Le due proposizioni sono infatti differenti: microblogging per twitter, centralized me per FF. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e se twitter non si sbriga a ripristinare un livello di servizio accettabile credo che l’emorragia verso altre piattaforme sarà inevitabile.
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