L‘online advertising è un mezzo adatto a fare branding? Molti di noi ricordano ad esempio la battaglia ormai epica tra Apple – Get a Mac- e Microsoft – I am a PC-. Spesso però le aziende che provengono da esperienze sulla carta stampata, non hanno visibilità o testimonianze dirette sull’uso della rete per costruire il brand e sono scettiche al riguardo. Per questo ti presento una ricerca Comscore/OPA appena pubblicata (giugno 2009) che mostra come nelle settimane successive all’esposizione a una pubblicità online :
- gli utenti spendono oltr il 50% di tempo in più sul sito dell’advertiser
- gli utenti spendono circa il 10% in più su siti di e-commerce dell’advertiser
- gli utenti che visitano il sito dell’advertiser hanno maggiori entrate (e dunque la brand equity è maggiore)
Si tratta di una conferma delle analisi già pubblicate in passato che mostrano incrementi significativi anche nel numero di ricerche fatte sul brand dell’advertiser e nell’aumento della brand awarness dopo l’esposizione a messaggi pubblicitari online. Va da sè che l’integrazione di eventuali attività offline andrà fatta cum grano salis, rinforzando le ricadute online della comunicazione offline.
Non di solo click siam fatti…

Apple & New York Times – branding online | DELBO // nov 2, 2009 at %H:%M
[...] advertising per fare branding, a conferma che la pubblicità su Internet non è solo click-through. Cresce infattila consapevolezza e l’utilizzo dell’online advertising per fare [...]