
Eraclito, olio su tavola di Hendrick ter Brugghen, 1628, Rijksmuseum (Amsterdam)
I social media sono amplificatori potenti, ma non sempre la direzione è quella giusta.
Due impiegati Domino’s Pizza si sono filmati facendo cose disgustose con il cibo che stavano usando per lo home delivery. Con un colpo di genio sempre più comune nella digital generation hanno poi messo il video su youtube ridendosela alla grande, generando oltre un milione di views in pochi giorni e una crisi senza precedenti per la incolpevole Domino’s Pizza, che ha licenziato e denunciato i due. Ma Dominos è così innocente?
Quello che val la pena notare è anzitutto il meccanismo virale: il video si è propagato grazie a uno dei meccanismi di base dell’estetica viral, l’assurdo. Durante la naja ho visto nelle cucine del battaglione una scena simile a quella del video e non ho più mangiato in caserma. Però all’epoca sarebbe stato ben difficile creare un impatto così forte e infatti a parte me e pochi altri testimoni del fattaccio il resto del battaglione continuò a mangiare tranquillamente. Oggi invece l’effetto virale ha trasformato un’azione idiota in un danno grave per la reputazione di una multinazionale da milioni di dollari. Non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima. Domino ha reagito improvvisando nel panico pubblicando un video su yotube, che però sembra debole e poco convincente e non godrà dello stesso viral effect della disgustosa bomba che ha innescato la crisi.E allora? Domino è così innocente?
In fondo il caso non era così imprevedibile, come dimostra la mia esperienza durante la naja, o solo l’anno scorso – nel 2008- il caso dell’impiegato di Burger King lincenziato dopo aver uploadato su myspace un video di sè stesso che faceva il bagno nel lavandino del ristorante. UPDATE secondo TheSmokingGun sembra inoltre che uno dei due buontemponi del video – una donna di 31nne – fosse stata già condannata per molestie sessuali a una ragazzina di 14 anni l’anno passato e registrata pubblicamente in USA come Sex offender.
E allora Domino non avrebbe dovuto esplorare, disegnare, tratteggiare uno scenario di questo tipo? Be prepared. Reagire in pochi giorni in piena crisi è molto diverso dall’avere in tasca un piano di riserva, costruito ipotizzando uno scenario, andandosi a studiare i casi pregressi, verificando le soluzioni adottate, integrando visioni differenti. L’analisi di scenari poco probabili, alto impattanti ma verosimili è stata praticata fin dagli anni ’70 in Shell con risultati a volte eccezionali. E’ accettabile che una azienda da migliaia di impiegati come Domino non si sia posta il problema di esplorare una ipotesi così velenosa?
Be prepared.
Viviamo e moriamo tra social media, global warming, crisi dei mercati e svolte epocali. Il cambiamento accompagna la nostra vita: non c’è storia, dobbiamo accettarlo e conviverci, se siamo fortunati riusciamo anche ad amarlo, come una costante paradossale. Tra Eraclito e Obama. Be prepared